Armi Bianche della Prima e Seconda Guerra Mondiale
e-mail : collezionepugnali@gmail.com
 



 

3+1 Pugnali per Reparto Assaltatori RE (1938)

Anche se non è stato possibile rintracciare un documento che ne precisi la data di entrata in servizio,
che da autorevoli fonti sembra potersi definire negli ultimi mesi del’ 38, venne distribuito ai paracadutisti nel 1940.

La lama è ad un filo e punta, spessa, con semplice guardia ovale,
massicce guancette in legno fissate al codolo da tre rivetti con rondelle;
fodero in lamiera con passante apribile a compasso e bloccabile tramite un apposito elemento scorrevole,
tubolare a sezione rettangolare.
A parte il passante apribile, la linea generale di questo pugnale risulta molto vicina a quella del modello 1917 austriaco per reparto d’assalto utilizzato anche dai reparti tedeschi impiegati a Caporetto.
Il passante lo si trova in due dimensioni: più corto per il cinturino e più lungo per il cinturone degli ufficiali o per quello di grossa tela della truppa di Marina
”.

Quelli in vendita, due con manico di colore scuro, uno chiaro e l’altro chiarissimo, sono con passante lungo,
fatta eccezione per quello con manico di colore chiaro,
sul quale è visibile l’anello di aggancio previsto per la sospensione della sciabola.

Ciò atteso che, a seconda del tipo di passante presente sul fodero, era usanza indossare il pugnale in modi diversi.

Quando si trattava di quello di maggior lunghezza vi si passava normalmente il cinturone in cuoio;
quando si trattava di quello più corto lo si agganciava al primo dei due anelli previsti per la sospensione della sciabola.

Le lame dei pugnali in foto sono assolutamente pregevoli come è difficile trovare.






 


Pugnale per Reparti di Assalto Arditi 1917-18 (primo modello)

E’ il primo ed il più semplice pugnale ricavato dallo spezzone anteriore delle lunghe lame delle baionette per il fucile Vetterlì (1870/87), che venivano accorciate perché troppo ingombranti nel tipo di guerra che si stava conducendo.

Poche, adeguate passate alla mola bastavano a modificare lo spezzone di lama
in modo che potesse ricevere una rozza crociera piatta,
due semplici guancette di legno fissate con due rivetti chiuse superiormente
da una semplice calotta piatta di disegno vagamente ovoidale.
I foderi derivavano anch’essi dall’accorciamento dei vecchi con l’aggiunta di un passante posteriore di cuoio, fissato con due rivetti;
una semplice graffa piatta (ma talvolta due rivetti) chiudeva il fodero inferiormente
”.

È ben visibile in foto l’ottimo stato di conservazione del fodero,
atteso che questi esemplari venivano costruiti in fretta e senza alcuna pretesa di bellezza e finitura,
poiché poco costosi e di rapida produzione.

Buona la conservazione della lama, leggermente brunita tra tallone e braccio di guardia,
ma con il filo ed il dorso assolutamente intatti, come non è facile trovare in questi modelli.
 






Pugnale per Reparti di Assalto Arditi 1917-18 (secondo modello)

Ha la stessa origine del precedente e venne realizzato, sembra,
diversi mesi dopo l’inizio della fabbricazione del primo modello
” potendo considerarsi quindi entrambi i pugnali coevi ma per quest’ultimo con una “lavorazione ancor più semplice perché non vi era bisogno di foderare ed inchiodare le due guancette ognuna delle quali aveva bisogno di una lavorazione a parte: il semplice manico tornito era attraversato dal codolo ricavato velocemente alla mola e ribattuto su un piccolo bottone di ferro”.

La concavità della guardia
(ovale) risulta, in esemplari totalmente originali” -come quello in vendita- “a volte verso il manico a volte verso la lama”.


Parimenti al primo modello in vendita, e salvo l’impugnatura di certo non pregevole,
pur in considerazione della rudimentale e rapida lavorazione del pugnale,
nonché del concreto utilizzo del medesimo soggetto ad una facile usura,
è possibile notare l’ottimo stato di conservazione del fodero,
e tutto sommato, considerata la datazione del modello,
la buona conservazione della lama tipo Vetterlì (1870/87),
con filo e dorso intatti.
 



Manico in avorio


Manico in corno di bufalo

 


2 Pugnali Billao Somalo

Tipici coltelli somali di produzione indigena,
il primo di grandi dimensioni, il secondo più piccolo e meno ricco del precedente.

Rispettivamente,
il primo è caratterizzato da larga lama piatta, sottile, a due fili, di disegno irregolare,
solitamente brunita al centro e bianca nel contorno affilato.
Il manico di questo esemplare è in due pezzi d’avorio con una lunga cuspide ottagonale in argento
con base cilindrica filigranata e piccolo bottone ottagonale.
Il fodero in cuoio non conciato ha una triplice cucitura periferica ed una fitta ornamentale realizzata
in sottili strisce di pelle colorata e fili d’ottone e rame.


Il secondo ha il manico in corno (di bufalo) chiuso superiormente da un elemento in ferro a due brevi denti di sezione vagamente triangolare e fissato al centro da una cuspide, pure in ferro,
attraverso la quale passa il codolo che vi è ribattuto superiormente
”.


I modelli in vendita, in buono stato di conservazione,
sono privi di alcun elemento derivante dall’iniziativa del proprietario che solitamente,
soprattutto per il pugnale di piccole dimensioni,
si esplicava nell’incidere sul fodero, con un ferro rovente, un rozzo stemma sabaudo.
Anche per tale motivo quelli in vendita sono del tutto originali senza alcuna interpolazione privata.
 




Pugnale per Bande a piedi PAI 1939 (versione per truppa indigena)

Billao di produzione nazionale,
realizzato probabilmente nel 1939 e destinato alle bande indigene di Polizia dell’Africa Italiana,
con manico a guancette in corno fissate al codolo da due rivetti con rosette;
la guancetta esterna porta incassato uno scudetto in ottone scuro (bronzo)
con l’aquila stringente tra gli artigli un nodo sabaudo.
Il manico è sagomato con quattro denti di presa per le dita
ed è chiuso superiormente da una calotta di lamiera bombata sulla quale è ribattuto il codolo.
La guardia è piatta, con le estremità leggermente rivolte alla lama.
Il fodero di cuoio grezzo è cucito in margine con una striscia di pelle a spirale
e rinforzato da una cucitura più interna eseguita in filo d’ottone
che impedisce alla lama di tagliare la striscia di pelle
.”


L’esemplare in vendita ha la lama in ottimo stato di conservazione così come l’impugnatura e la guardia.

 


Attacchi per passante di cuoio


Attacchi per passante di tela

 


2 Pugnali Austro-Ungarici di preda bellica


 

Pugnale d’assalto austriaco mod. 1917
del quale vennero recuperati consistenti quantitativi alla fine del primo conflitto mondiale;
molti furono poi, per iniziativa personale, ornati di simboli fascisti quali fasci o distintivi del Partito smaltati,
da occhiello; i foderi verniciati di nero ed in qualche caso anche i manici.
Quello austriaco è un robusto pugnale a lama lunga a un filo e controfilo,
mancio e guancette in legno fissate da tre rivetti,
guardia piatta, semplice, di forma ovale, talvolta con le estremità tronche, squadrate
.”

Quelli pubblicati sono pugnali le cui lame sono assolutamente in ottimo stato di conservazione.

I foderi, entrambi con passanti in cuoio, sono delle due diverse tipologie ad oggi conosciute,
ovvero l’uno (quello color verde militare) con attacchi per il passante di cuoio,
l’altro con attacchi per passante di tela.
 









Pugnale per Ufficiali MVSN  coevo Mod 1923 (testa di Leone)


Pugnale coevo al modello adottato nel ’23,
ovvero a quelli adottati ufficialmente con il regolamento dell’8 marzo 1923 previsti per gli ufficiali della Milizia
e per i Moschettieri del Duce, poi forniti anche agli ufficiali della Milizia Coloniale,
Camicie Nere della Legione Mutilati e Invalidi che lo portarono fino al’41,
ha la lama ricavata da quella di una baionetta per il Vetterlì delle Truppe d’Africa,
calotta in bronzo nichelato a forma di testa di leone,
la guardia ha le estremità dei rami lavorate a forma di ghiande
come in alcune daghe militari e coltelli da caccia ottocenteschi.
Sull’impugnatura vera e propria, in ebano, è applicato un fascio d’ottone con tracce di doratura
.
Secondo alcuni questo pugnale dovrebbe esser stato dato inizialmente solo ai Moschettieri del Duce”.

Pugnale in buono stato di conservazione, in special modo per quanto attiene alla lama a croce di assoluto pregio.

Da notare il particolare insolito su questi modelli,
sui quali c’è da dire che si sa poco e niente presumendosi che siano stati prodotti da ditte diverse a livello artigianale,
della iscrizione sulla guardia delle iniziali M.V.S.N., tipica caratteristica del pugnale del’ 23.

Ciò fa presumere che lo stesso sia stato effettivamente appartenuto o in uso
ad ufficiale della Milizia o ad un Moschettiere del Duce,
atteso che per questi ultimi era in dotazione il pugnale nichelato mentre per gli ufficiali quello dorato,
e considerato che il modello testa di Leone pare sia stato prodotto
fino al completamento della distribuzione del modello del ’23.

 



 


Pugnale per Ufficiali MVSN (1932, "becco d' aquila corto")

Pugnale adottato ufficialmente il 1 gennaio 1932 per gli Ufficiali della Milizia.

Lama semplice, a filo e controfilo, cromata; manico a telaio, in alluminio,
terminante a testa d’aquila stilizzata e munito di un solo ramo di guardia rivolto verso il manico;
le guancette in bachelite nera si incastrano in apposite sedi del manico stesso
e quella esterna porta incassato un fascio littorio in ottone dorato all’interno del quale è fissato
un tubetto filettato nel quale fa presa un’apposita vite dorata che attraversa la guancetta posteriore.
Il fodero è in ferro, con bocchetta in ottone dalla quale si diparte una staffetta orizzontale
ove fa presa il laccio (passante) di cuoio (uniforme ordinaria) o di gallone (alta uniforme).
Per questo pugnale era previsto un fodero cromato per l’alta uniforme;
un secondo brunito veniva portato con l’uniforme ordinaria.
Successivamente ne appare una versione con puntale e bocchetta dorati
.”

Pugnale in ottime condizioni in tutte le sue parti,
con  fodero cromato per l' alta uniforme e fodero fodero brunito per l' uniforme ordinaria.

Si dispone di ulteriori foderi in eccellenti condizioni per entrambe le uniformi
e di dragona dorata e nera, originariamente abbinata al relativo fodero.

 



 


Pugnale per Ufficiali Milizia Confinaria



Pugnale della Milizia Confinaria, con “lama a due fili, a sezione di losanga, con tallone piatto.
Il manico è di diametro inferiore presso la guardia risultando così di forma grosso modo troncoconica;
è costituito da due guancette in ebano a sezione semicircolare fissate da tre spine passanti ribattute.
La guardia è in metallo bianco, a sezione di T e porta in rilievo su di un lato delle crocera le iniziali M.V.S.N.
e sull’altro un fascio littorio con la scure disposta sul lato del fascio stesso.”


Pugnale fabbricato pare nei primi anni ’30 dalla ditta artigiana Beltrame Nauti di Maniago, presso Pordenone,
con un procedimento piuttosto complesso che richiedeva tutta una serie di lavorazioni successive.
Il pugnale non è certamente di facile reperimento,
atteso che nel 1946 alcune migliaia di esemplari ancora immagazzinati vennero distrutti per recuperarne il materiale.

La lama è ben tenuta e, considerato quanto sopra premesso,
ciò costituisce un valore aggiunto che accresce il pregio dell’arma bianca.
 



 


Pugnale per Ufficiali aderenti alla Federazione Nazionale Arditi d’Italia (FNAI)



Pugnale praticamente identico a quello delle Milizia Confinaria con
lama a due fili, a sezione di losanga, con tallone piatto;
manico con guancette in legno nero a sezione semicircolare fissate da tre spinotti ribattuti;
guardia a sezione T, come quella degli Ufficiali della Milizia Confinaria,
ornata da un lato dal fascio littorio, sull’altro lato, al posto delle iniziali M.V.S.N. compaiono quelle “F.N.A.I.”.
La lama è più corta di quello delle Confinaria ed il fodero è in cuoio nero cucito, con passante pure cucito.”

Pugnale di assoluta rarità e, di certo, per un collezionista esperto,
un vero gioiello da inserire nella propria collezione privata.

Come noto non è stato possibile appurare come e quando fosse stato realizzato.
Se ne parla nel decantato libro “Pugnali e Coltelli Italiani"
di Cesare Calamandrei, edizione 1990
(testo considerato da sempre un fulcro per la ricostruzione storica delle armi bianche del ventennio)
evidenziando che, a quella data, se ne conoscevano solo due esemplari,
di cui uno senza fodero venduto in asta a Londra 10 anni prima.

Il pugnale offerto, assolutamente originale al 100% e fornito di fodero a differenza di quelli sinora sul mercato, costituisce oggi una rarità assoluta.
 


Attilio Teruzzi,
Luogotenente Generale
della 5^ Divisione CC.NN.
"1° Febbrario".
Motto : "col cuore e col ferro alla meta"


Ufficiale
5^ Divisione CC.NN.
"1° Febbrario".
Motto "col cuore e col ferro alla meta"



Ufficiali N° 1


Ufficiali N° 2


Ufficiali N° 3



Truppa N° 1


Truppa N° 2

 



5+2 Pugnali da Combattimento Battaglioni Camicie Nere (Ufficiali e Truppe)




Pugnale con lama ad un filo e mezzo circa, a sezione di losanga, con lungo tallone piatto;
manico a sezione rettangolare, lievemente più stretto all’estremità superiore
e munito di quattro <<denti>> di presa per le dita,
fissato al codolo con due robusti rivetti con rosetta e chiuso superiormente da una <<calotta>> piatta
”.

Fodero in ferro verniciato di nero, recante a stampo, in rilievo,
sul lato anteriore un fascio littorio sovrastante le iniziali M.V.S.N. disposte in semicerchio.
Posteriormente è saldato un corto passante per il cinturino.

Di questo pugnale denominato <<da combattimento>> era prevista la versione per ufficiali che doveva essere uguale a quello da truppa ma di qualità migliore e con manico di legno scelto,
con le parti metalliche cromate ed il manico in ebano;
il fodero differiva dal primo per la presenza di un passante apribile, più lungo,
simile a quello in uso nei pugnali del Regio Esercito
.”



Il primo pugnale in foto appartenne ad Attilio Teruzzi,
come la firma incisa sulla lama lascia notare,
Capo di Stato Maggiore della M.V.S.N. e appunto Comandante della 5^ Divisione CC.NN. "1° Febbrario".
Sull' altro lato della lama vi è inciso in corsivo il motto della 5^ Divisione
<< Col cuore e col ferro alla meta. Mussolini >>
Il pugnale in questione è un pezzo unico e lo stato di conservazione è invidiabile.

Anche il secondo pugnale in foto porta inciso il motto della 5^ Divisione
<< Col cuore e col ferro alla meta. Mussolini >>.

In tutto ne vennero prodotti modelli con i 6 motti delle rispettive Divisioni :
<< IMPLACABILE >>,
<< SUMMA AUDACIA ET VIRTUS >>,
<< "ROMA : NOMEN ET OMEN" >>,
<< "CHI OSA VINCE" >>,
<< Col cuore e col ferro alla meta. Mussolini >>,
<< "MOLTI NEMICI MOLTO ONORE" >>.


Gli altri tre pugnali (N°1, N° 2, N° 3) sono sempre nella versione per ufficiali,
con parti in metallo cromate,
impugnatura in ebano e passanti dei foderi apribili,
più lunghi di quelli nella versione da truppa.

Questi 5 pugnali da Ufficiale sono di assoluta rarità e pregio di manifattura,
elementi che, uniti ad un ottimo stato di conservazione,
come di rado è solito riscontrare nelle armi bianche del ventennio,
rendono i medesimi unici nel loro genere e pezzi esclusivi di qualsiasi collezione privata.


Gli ultimi due in foto sono pugnali ordinari da combattimento per le legioni Camicie Nere,
in pregevoli condizioni per quanto concerne le lame
(anche atteso l’uso quotidiano a cui il pugnale era destinato),
seppur con foderi usurati ma in alcun modo danneggiati da urti
o da successivi interventi di ripulitura e riverniciatura come sovente accade di trovare.
I passanti sul retro dei foderi sono corti così come previsto per il tipo da truppa da marcia.

L' ultimo pugnale in foto è peraltro accuratamente intarsiato,
frutto di iniziativa privata, come sovente accadeva,
tesa ad impreziosire e personalizzare il proprio compagno da combattimento,
fatto che conferisce al medesimo un sicuro pregio rispetto all’ordinario.
Le scritte riportano "67° BTG CC NN D' ASSALTO", "INES RENATO", "UGO",
forse ad indicare il propietario stesso e/o i propri cari.

Si precisa che su tutti i pugnali è presente sul tallone della lama, in prossimità della guardia,
una piccola cravatta in cuoio di forma ovoidale con le stesse dimensioni dell’imbocco del fodero,
la quale aveva la funzione di attutire il rumore all’atto di rinfoderare l’arma.

 






 


Pugnale per i Moschettieri del Duce


Pugnale praticamente uguale al modello “da combattimento” per ufficiali dei Battaglioni Camicie nere del ’35,
con manico in ebano, fodero e tutte le parti metalliche cromate (lama compresa).

Il fodero è munito di passante ampio, per il cinturone.

La lama porta incisa in corsivo, riproducente la calligrafia di Mussolini,
la scritta << Ai "Moschettieri" silenziosi fedeli. Mussolini >>.

Il pugnale, completo di dragona dorata,
risulta di ineccepibile stato di conservazione,
con lama e fodero praticamente intonsi, come usciti di fabbrica.
Ciò giustifica ovviamente un valore intrinseco dell’arma
che va al di là di una specifica quotazione di mercato
per l' oggettiva indisponibilità di molti pezzi in circolazione.
 

 

N° 1


N° 2


N° 3


ulteriore lama

 


 

3 Pugnali per Ufficiali MVSN (1937)

 

Pugnale pressoché identico a quello adottato ufficialmente il 1 gennaio 1932 per gli Ufficiali della Milizia.

“La lettera Circolare n. 112 del 07.10.1937 comunicava a tutti gli interessati di versare i pugnali del’32
perché venissero modificati secondo le nuove disposizioni.

Le modifiche in sostanza consistevano in una nuova lama più lunga ed in un fodero a questa adeguato.

Il provvedimento però rimase in parte lettera morta infatti il nuovo pugnale non riuscì,
nei successivi quattro anni, a soppiantare completamente il vecchio
ed al momento in cui le disposizioni sulle uniformi del tempo di guerra sospesero l’uso dei pugnali
(meno quelli da combattimento del R.E. e della M.V.S.N.) molti ufficiali avevano ancora il ’32.

Lama uguale a quella del modello ’32;
fodero metallico verniciato di nero con bocchetta e fascette con campanella in ottone dorato,
l’estremità porta un sottile solco al di sotto del quale è dorata a simulare un puntale.
Scompare il fodero nichelato per l’alta uniforme.”

Tutti e tre i pugnali riprodotti in foto sono in ottime condizioni ed assolutamente pregevoli
per quanto concerne in special modo le lame, che risultano prive di difetto alcuno.

Uno degli esemplari è dotato di scatola originale con nr. 2 pendagli a catenelle adottati nel ’37,
mentre gli altri due hanno al seguito dragone nere e dorate.

Da notare che l' ultimo in foto, oltre alla dragona dorata,
è dotato di fodero con fascette zigrinate.

Si dispone inoltre di una ulteriore lama di assoluto pregio.

 

 

 


ONB


GIL

 


2 Pugnali per Avanguardisti Moschettieri ONB-GIL Giovani fascisti 1937 Opera Balilla

Questo pugnale, che ricorda molto quello del 1917 per gli Arditi dal quale è stato copiato,
venne adottato nel 1937 e destinato agli avanguardisti moschettieri, all’Opera Nazionale Balilla,
alla Gioventù Italiana del Littorio, e nel 1941 armò anche i Giovani Fascisti.

Clamanderi così lo definisce:
“è per lo più un piccolo e rozzo oggetto con la lama brunita ad un filo e un terzo circa,
di cattiva qualità, piatta e sgraziata;
sul tallone compaiono talvolta punzonate le scritte "ONB", "O.Balilla", "G.I.L.";
alcune portano il marchio "Gnutti", una fabbrica che produceva anche baionette e sciabole”.

“Il manico è composto da due guancette appena sagomate,
a sezione semicircolare fissate da due spinotti con rosette chiuse superiormente
da una piccola calotta bombata e brunita;
la guardia è piatta, ovale, brunita, talvolta con le estremità leggermente inclinate verso la lama.

Il fodero è uguale a quello del pugnale per arditi.
Questi pugnali sono per lo più "tirati via",
ossia realizzati senza molta cura tanto che l’affilatura non da quasi mai
un controfilo della stessa lunghezza di un altro;
la stessa lunghezza della lama varia, sia pure di pochissimo, il che obbliga a dare una misura media indicativa”.

Dei due pugnali in oggetto l’uno è quello destinato all’O.N.B. ove può riscontrarsi, inciso sulla lama,
sia la scritta del costruttore “G.F.” sia, sul tallone, lo stemma GUF applicato nel manico,
frutto presumibilmente dell’iniziativa privata,
con applicata sulla guancetta, più chiara rispetto al primo, un' aquila stilizzata.

L’altro è un G.I.L..

Entrambe le armi bianche presentano alcuni segni di usura del tempo che emergono specificamente
sulle lame brunite, ma che non incidono significativamente a diminuirne il valore;
quindi nel complesso, data anche l’integrità della lama, esse presentano un buono stato di conservazione.

 


N° 1



N° 2

 



2 Pugnali per Sottufficiali e Graduati MVSN (1939)
 

Tale pugnale fu adottato nel ’39 e prodotto in un numero limitato di pezzi
dato il precipitare degli eventi bellici che richiedevano maggiore impegno in altri settori e
data l’entrata in vigore delle norme (1941) sull’uniforme da portare in tempo di guerra,
che comprendevano l’abolizione dei pugnali non da combattimento.

È “realizzato utilizzando le lame dei vecchi modelli del ’32;
il manico è in alluminio e ricorda nelle linee generali,
anche per la presenza delle guancette avvolgenti in bachelite zigrinata, i pugnali della Hitler Jugend.

La breve guardia d’acciaio piatta e tutte le parti metalliche sono cromate.

Anche il fodero è quello dei modelli ’32 ma con passante apribile a compasso,
atto ad essere allacciato al cinturone; è verniciato di nero”.

Le lame sono pressoché perfette ed intonse,
fatto che, unitamente alla non copiosa produzione degli esemplari in questione,
rendono il pugnale di grande valore all’interno di una collezione privata.

 

 



 


Pugnale per Istruttore della G.I.L.

 

Il pugnale in questione, dalle origini ancora imprecise,
è composto dal manico delle sciabole della Regia Aereonautica e dalla lama dei pugnali G.I.L.







 


Pugnale per Regia Marina - Battaglione San Marco (Testa Di Leone)

Il pugnale, di origini imprecisate, è comunemente indicato come "pugnale del Btg. S. Marco, secondo tipo".
Alcune caratteristiche paiono idonee a giustificare l’attribuzione citata dal Calamandrei.

Il manico infatti è in bachelite in un solo pezzo con i rami di guardia, come nel pugnale della Regia Marina;
sui lati inoltre compare un fascio littorio stilizzato simile ma di dimensioni maggiori di quello del Btg. San Marco.

Lama a due fili, a sezione di losanga e tallone piatto;
manico in bachelite nera terminante a testa di leone, munito di brevi rami di guardia di lunghezza diversa;
sui due lati del manico, un fascio stilizzato.

Il fodero in lamiera verniciata di nero, munito di passante per cinturone (come per il "San Marco")
fissato in basso da un rivetto ed in alto da una vite.

Come può evincersi dalle foto qui riprodotte,
il pugnale presenta una lama perfetta, in uno stato di conservazione assolutamente invidiabile.

 



 


Sciabola Annibale Bergonzoli
 

Sciabola appartenuta al Generale Annibale Bergonzoli (1884-1973),
noto per aver combattuto nelle file dell' esercito per più di trent' anni,
partecipando attivamente alle due guerre mondiali,
alla 
guerra italo-turca (1911-12), alla guerra della riconquista della Libia (1919-31),
alla 
guerra d' Etiopia (1935-36), distinguendosi brillantemente nella conquista della città di Neghelli,
e infine
alla guerra civile spagnola (1936-1939), comandando la Divisione d'Assalto Littorio.

Insignito di plurime onoreficienze, quali :
Ufficiale dell' Ordine militare di Savoia (24 Agosto 1936),
Medaglia d' oro al valore militare (1937),
Commendatore dell' Ordine Militare di Savoia (5 Dicembre 1938).

La sciabola in oggetto, oltre che di sicuro valore storico,
risulta di pregevole fattura ed in condizioni ottimali,
anche dovute alla circostanza che la medesima è stata conservata all' interno del fodero originale,
recante le iniziali del Generale.

All' interno di tale custodia, rivestita in seta blu,
si trovano la dragona dorata ed i pendagli originali di accompagnamento alla sciabola,
dotata di impugnatura in avorio come per le armi bianche in appartenenza agli alti ufficiali in grado,
nonché un' effigie del Generale e documentazione comprovante la sicura provenienza ed appartenenza dell' arma.


N° 1

 

N° 2

 


2 pugnali da parata da Podestà (FIDELITER)
 

Il suddetto pugnale, alcuni anni or sono non ancora identificato
(tanto che il Calamandrei era ad indicarlo quale "pugnale non identificato, modello adottato nel '32"),
viene oggi definito come un pugnale da parata da Podestà.

In effetti a ben vedere tale pugnale ha la lama di modelli coevi del '32.
Per quanto concerne le caratteristiche proprie dell'arma,
questa ha una impugnatura a fascio littorio, guardia a teste d`aquila contrapposte
e sull' elsa è apposta l' incisione "FIDELITER".

Il materiale risulta alluminio lucido,
il fodero, nichelato, e` del tipo di pugnale a testa d`aquila mod.32.

Entrambi i pugnali in foto sono di assoluto pregio,
sia per la rarità degli stessi,
apparsi sul mercato nel corso degli anni in pochissime unità,
sia per le eccellenti condizioni, in particolare con riferimento alle lame ed ai foderi orginali.

 



 


6 + 1 + 1 Riproduzioni
 

Riproduzioni dei 6 pugnali con motto delle Divisioni CC.NN. della M.V.S.N.

Una riproduzione del pugnale per incursori della Regia Marina.

Una riproduzione del pugnale per Ufficiali Milizia Confinaria.